F.A.Q.

Come verifico se il mio motore è a rischio surriscaldamento?

Il fuoribordo è un motore a combustione interna raffreddato ad acqua con un circuito interno aperto che preleva l’acqua direttamente dal mare tramite una girante. Il getto d’acqua che esce dal motore indica il suo corretto funzionamento. Se venisse a mancare o la sua intensità diminuisse è opportuno far controllare la girante.

Come mi devo comportare in caso si surriscaldi?

La maggior parte dei fuoribordo ha un sensore che controlla la temperatura del blocco motore e, in caso di surriscaldamento, avverte con un segnale sonoro di allarme. In quelli un po’ più vecchi il controllo deve essere effettuato visivamente dal conduttore verificando la presenza del getto d’acqua. I motivi di surriscaldamento sono vari, anche se i più probabili sono:
- Avviamento del motore fuori dall’acqua.
- Sacchetto di cellofan o ammasso di alghe avvolto sul piede del motore che impedisce l’afflusso dell’acqua alla girante.
- Difetto di costruzione o rottura della girante.
Purtroppo non ci sono soluzioni di fortuna per risolvere un surriscaldamento. L’unica cosa da fare è spegnere il motore e chiedere aiuto.

A cosa serve il filtro sul circuito del carburante?

Nemica numero uno per il corretto funzionamento del motore è l’acqua nella benzina. Ma come può finire dell’acqua nel vostro serbatoio? Le cause possono essere il cattivo posizionamento dello sfiato del serbatoio, montato troppo basso e quindi facilmente raggiunto dalle onde, oppure un rifornimento effettuato da un benzinaio che non esegue una corretta manutenzione delle sue cisterne. Per evitare sgradevoli sorprese la soluzione è montare un filtro separatore acqua-benzina sulla tubazione del carburante avendo cura di sostituirlo una volta l’anno.

Come si riparte se si ferma il motore?

Due sono i sintomi classici del cattivo funzionamento del motore dovuto alla presenza di acqua nel carburante: difficoltà di accensione e spegnimento del motore al minimo. Per risolvere il problema e continuare la navigazione bisogna riuscire a svuotare la vaschetta del carburatore; operazione, però, non sempre possibile per mancanza di attrezzatura, difficoltà nell’operare sul fuoribordo o scarsa dimestichezza nel “fai da te”. Nel caso l’operazione di svuotamento non riesca l’unica possibilità è tentare di riaccendere il fuoribordo chiudendo l’aria ed alzando la leva dell’acceleratore a freddo. Una volta acceso abbassare la leva e mentre il motore scende di giri innestare la marcia e dare gas! Tornati a casa rivolgersi ad un’officina per la riparazione.

A cosa serve la pompa di sentina?

Tutte le imbarcazioni omologate “CE” sono autovuotanti, cioè tutta l’acqua presente nel pozzetto viene scaricata automaticamente dalla barca tramite degli appositi ombrinali posizionati sopra la linea di galleggiamento. Questo rende superflua l’installazione di una pompa di sentina. Superflua, non inutile, perchè quando si lava la barca o si viene sorpresi da un temporale l’acqua che entra nei gavoni viene convogliata nel punto più basso della barca, “la sentina”, luogo quasi sempre inaccessibile. E’ in questo caso che la pompa di sentina diventa indispensabile per espellere l’acqua.

Su quante e quali orientarsi?

Una pompa di sentina con portata tra i 500/700 Lt al minuto può bastare per imbarcazionei fino a 7/8 Mt. Vi è la possibilità di montarla con l’accensione automatica effettuata da un galleggiante che rileva la presenza dell’acqua in sentina. Queste sono molto utili per imbarcazioni che vengono lasciate in acqua per lunghi periodi durante l’anno.